Film diretto da Hirokazu Kore-eda, è ambientato in un futuro non troppo lontano e racconta la storia di Otone e Kensuke Komoto, una coppia che cerca di ritrovare un equilibrio dopo la tragica perdita del figlio.
Nonostante una vita apparentemente stabile — lei architetta, lui titolare di un’impresa edile — il dolore ha profondamente trasformato il loro rapporto, lasciando un vuoto che sembra impossibile da colmare. Nel tentativo di alleviare quella sofferenza, decidono di accogliere nella propria casa un androide creato per riprodurre in ogni dettaglio il bambino che non c’è più. Quella che inizialmente appare come una possibilità per affrontare il lutto si rivela ben presto una scelta carica di conseguenze emotive. La presenza dell’umanoide riporta a galla ricordi, sentimenti e domande che la coppia aveva cercato di reprimere, mettendo alla prova il loro legame. Attraverso questa vicenda, il film riflette sul confine tra tecnologia ed emozioni, interrogandosi sul significato della memoria, dell’amore e della perdita. Il confronto con l’androide diventa così un percorso che costringe i protagonisti a ridefinire il proprio modo di vivere il lutto e, più in profondità, ciò che significa essere umani.